Cosa fa uno Psicologo Clinico?

C’è ancora molta confusione tra Psicologo, Psicoterapeuta e Psichiatra. Spesso si pensa che dallo psicologo si vada solo per “sfogarsi”. In realtà, la psicologia clinica è una disciplina scientifica che si occupa di prevenzione, diagnosi, abilitazione e sostegno. Il mio lavoro è promuovere il benessere. Che si tratti di potenziare le autonomie di un bambino attraverso strategie o di aiutare una persona a gestire un momento di crisi relazionale, lo faccio utilizzando protocolli validati. Non sempre servono anni di analisi per iniziare a stare meglio: a volte serve un intervento mirato, focalizzato sul qui ed ora, che fornisca strumenti concreti per cambiare prospettiva. Essere trasparenti su cosa facciamo è il primo passo per onorare il nostro codice deontologico e rispettare chi ci chiede aiuto. Sono una psicologa iscritta all’Ordine degli Psicologi e metto la mia formazione clinica al servizio della salute mentale. La mia missione è rendere la psicologia uno strumento quotidiano, accessibile e scientificamente rigoroso per migliorare la qualità della vita.
Genitori di figli, non di “diagnosi”

Quando arriva una diagnosi di Autismo, ADHD o DSA, il rischio è che quella parola inizi a occupare tutto lo spazio in casa. Il figlio “diventa” la sua etichetta. Ma dietro ogni acronimo c’è un Bambino con i suoi gusti, le sue risate e il suo modo unico di amare e percepire. Il supporto alla genitorialità serve a insegnarvi a fare i genitori con maggiore consapevolezza. Studi sulla Mindful Parenting dimostrano che la qualità del legame tra genitori e figli è il principale predittore del benessere a lungo termine, anche in presenza di neurodivergenze. Il mio obiettivo è aiutarvi a gestire il carico emotivo, lo stress delle scadenze scolastiche e la fatica quotidiana, restituendovi il piacere di stare insieme. Perché parlarne con me? Nel mio studio, la famiglia è il cuore del progetto. Come psicologa clinica, offro percorsi di parent training e supporto psicologico per aiutarvi a navigare la complessità dei bisogni educativi speciali e della neurodiversità, con strumenti pratici e un ascolto senza giudizio.
La Coppia e la “Manutenzione dell’Invisibile”

Molti pensano che andare dallo psicologo in coppia sia l’ultima spiaggia prima del tribunale. In realtà, è più simile a un tagliando necessario per un motore che corre tanto: serve a prevenire, non solo a riparare. La scienza ci dice, attraverso gli studi del Gottman Institute, che la differenza tra le coppie che durano e quelle che scoppiano non è l’assenza di litigi, ma la capacità di riparazione. In una relazione, spesso ci incastriamo in “danze” comunicative distruttive: uno attacca, l’altro si chiude nel silenzio (lo stonewalling). Come psicologa clinica, il mio compito non è dare ragione a uno dei due, ma aiutarvi a vedere la danza stessa. Le neuroscienze applicate alle relazioni mostrano che il nostro cervello cerca costantemente sicurezza nel partner; quando non la trova, reagisce con l’attacco o la fuga. Imparare a comunicare i propri bisogni vulnerabili, invece di lanciare accuse, è ciò che trasforma una crisi in un’opportunità di crescita. Perché parlarne con me? Supporto le coppie nel ritrovare un linguaggio comune. Offro uno spazio professionale dove analizziamo le dinamiche del vostro legame per costruire una relazione solida, basata sul rispetto e sulla reciprocità.
Autismo e ADHD: non una malattia, ma un modo diverso di processare il mondo

C’è una frase che ripeto spesso nei miei incontri: l’autismo non è una stanza chiusa a chiave, è un sistema operativo diverso. Così come l’ADHD non è un “problema di comportamento”, ma un modo differente di filtrare gli stimoli e le informazioni. Per anni abbiamo usato termini come “affetto da”, come se parlassimo di un’influenza o di un peso da sopportare. Ma la scienza moderna e il movimento della neurodiversità ci insegnano altro: non c’è un cervello “giusto” e uno “sbagliato”. Esistono percorsi neurologici differenti. Quando guardiamo a un bambino con bisogni educativi speciali, non dobbiamo cercare il pezzo mancante, ma capire come funziona il suo personale “algoritmo” per aiutarlo a fiorire in un mondo che, spesso, è progettato solo per la maggioranza neurotipica. Nel mio lavoro di psicologa clinica, utilizzo l’integrazione di tecniche psicoeducative basate sui principi dell’ABA e strumenti espressivi, in modo neuro-affermativo. Cosa significa? Significa che non usiamo la scienza del comportamento per “normalizzare” il bambino o costringerlo a nascondere le sue caratteristiche. La usiamo per dargli strumenti: per aiutarlo a comunicare i suoi bisogni senza stress, per gestire l’ambiente scolastico senza esserne sopraffatto e per valorizzare i suoi punti di forza. Studi recenti dimostrano che l’intervento più efficace è quello che rispetta l’identità della persona, costruendo ponti di comunicazione anziché barriere. Il mio obiettivo non è “curare”, perché non c’è nulla da curare. È sostenere il bambino e la sua famiglia nel trovare una sintonia, trasformando la sfida della diversità in una risorsa di consapevolezza. Perché parlarne con me? Sono una Psicologa Clinica (LM-51) e credo fermamente in un approccio che unisca il rigore scientifico al rispetto dell’identità neurodivergente. Mi occupo di supporto alla crescita per bambini autistici, con ADHD, BES e DSA, offrendo percorsi abilitativi che mettono al centro il benessere emotivo e l’autonomia, senza mai dimenticare che ogni mente è un mondo unico che merita di essere compreso, non solo istruito.