Autismo e ADHD: non una malattia, ma un modo diverso di processare il mondo

C’è una frase che ripeto spesso nei miei incontri: l’autismo non è una stanza chiusa a chiave, è un sistema operativo diverso. Così come l’ADHD non è un “problema di comportamento”, ma un modo differente di filtrare gli stimoli e le informazioni.
Per anni abbiamo usato termini come “affetto da”, come se parlassimo di un’influenza o di un peso da sopportare. Ma la scienza moderna e il movimento della neurodiversità ci insegnano altro: non c’è un cervello “giusto” e uno “sbagliato”. Esistono percorsi neurologici differenti. Quando guardiamo a un bambino con bisogni educativi speciali, non dobbiamo cercare il pezzo mancante, ma capire come funziona il suo personale “algoritmo” per aiutarlo a fiorire in un mondo che, spesso, è progettato solo per la maggioranza neurotipica.
Nel mio lavoro di psicologa clinica, utilizzo l’integrazione di tecniche psicoeducative basate sui principi dell’ABA e strumenti espressivi, in modo neuro-affermativo. Cosa significa? Significa che non usiamo la scienza del comportamento per “normalizzare” il bambino o costringerlo a nascondere le sue caratteristiche. La usiamo per dargli strumenti: per aiutarlo a comunicare i suoi bisogni senza stress, per gestire l’ambiente scolastico senza esserne sopraffatto e per valorizzare i suoi punti di forza. Studi recenti dimostrano che l’intervento più efficace è quello che rispetta l’identità della persona, costruendo ponti di comunicazione anziché barriere.
Il mio obiettivo non è “curare”, perché non c’è nulla da curare. È sostenere il bambino e la sua famiglia nel trovare una sintonia, trasformando la sfida della diversità in una risorsa di consapevolezza.
Perché parlarne con me? Sono una Psicologa Clinica (LM-51) e credo fermamente in un approccio che unisca il rigore scientifico al rispetto dell’identità neurodivergente. Mi occupo di supporto alla crescita per bambini autistici, con ADHD, BES e DSA, offrendo percorsi abilitativi che mettono al centro il benessere emotivo e l’autonomia, senza mai dimenticare che ogni mente è un mondo unico che merita di essere compreso, non solo istruito.

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